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IL CLOWN ISTRUZIONI PER L'USO I:

LA SCOPERTA

 


Breve introduzione al mondo del clown. Il percorso verso la scoperta del clown che vive e respira in ognuno di noi inizia con esercizi e giochi, sia di gruppo sia individuali, per conoscerci, creare complicità con gli altri e per liberare la spontaneità imparando a far tacere l’autocensura. Il clown vive in uno stato di scoperta permanente, di stupore – aperto e ricettivo al mondo che osserva e da cui è stupito. Tutto è sempre nuovo, straordinario, unico per lui e tutto può stimolare il suo gioco. Questo primo stage è pensato proprio per sviluppare questo stato di scoperta e ascolto, di stupore e gioco. Proprio come un musicista è necessario saper ascoltare prima di suonare e conoscere le proprie note prima di poter improvvisare… Solo a questo punto siamo pronti per il palcoscenico e per il pubblico.

 

 

 

IL CLOWN ISTRUZIONI PER L'USO II:

 

IL FIASCO

 

Il grande attore Edmund Keane ha annunciato questi parole prima di morire; “morire e facile, fare ridere è difficile!”  Il logico terribile della commedia richiede che prima o poi il pubblico ride – se no, è fiasco.  Ogni comico conosce bene il fiasco e riconoscono i segni del suo arrivo  durante  un performance e quelli comici più bravi  riescono ad evitarlo, almeno la maggiorità di volte. Ma il clown gioca con il fiasco come un partner nel dialogo – invece di evitare che arriva o fare finta che non c’è, il clown lascia che il fiasco arriva in pieno, condividendo il dilemma col pubblico, il clown sfrutta il fiasco per riposare un attimo e prendere il suo fiato e pensare del prossimo carte da giocare – e quando sembra che la commedia sta per diventare tragedia il clown salta fuori del fiasco giocando un nuovo carte.  Questo gioco col fiasco, che ci fa diventare complice con l’umanità del clown, si fa distinguere la comicità del clown dagli altri tipi di commedia o comicità.  Sempre con esercizi e giochi di gruppo ed individualmente, diventeremo amici stretti col Signore Fiasco – il partner-spalle del clown.

 

 

 

IL CLOWN ISTRUZIONI PER L'USO III

 

IL CLOWN FISICO

 

Possiamo mettere in gioco nostro proprio corpo? Questo stage inizia con un analisi del proprio corpo e il movimento per trovare una comicità del proprio corpo e per amplificare le propri facoltà comunicativi corporale.  Vedremo dove e come nostri “difetti” del corpo possono aiutare il clown.  Profonderemo anche alcuni aspetti  del teatro fisico che possono servire il clown: il ritmo, il tempo, e l’uso dello spazio per aiutarci a fiscalizzare il linguaggio del clown.  Con l'uso di vestiti portati dai (e scambiate fra) partecipanti, definiremo i costumi e quindi le immagini dei clown, una ricerca per qualcosa che ci fa più ridicolo ancora senza perdere la credibilità. 

 

 

 

IL CLOWN ISTRUZIONI PER L'USO IV:

 

IL REPERTORIO

 

In questo stage  cercheremo i giochi e il divertimento, ritmi e tempi che, passo per passo, aiutano a definire ed esprimere ogni clown.  Giochi con voce, con corpo, con la psicologia, con il pantomimo, con rumori, con oggetti, col costume ecc. ci aiuteranno a capire il proprio divertimento per scoprire le cose che abbiamo a nostro disposizione proporre come clown.  In somma questo stage è l’inizia dell’ lavoro di trovare un repertorio personale, basato su nostri propri divertimenti.

 

 

 

IL CLOWN ISTRUZIONI PER L'USO V

 

L BIANCO & IL ROSSO

 

Un Stage dedicato all’lavoro di clown in due (o più);  la ricerca per sapere chi è il Clown Bianco (il capo, il manipolatore, il Trickster, Pantalone, Olio) e chi è il Clown Augusto (detto anche il clown rosso, il servo, quello manipolato, la vittima, Arlecchino, Stanlio), per facilitare il rapporto dei clown, l’improvvisazioni e le situazione che possono svolgere.

 

 

 

IL CLOWN ISTRUZIONI PER L'USO VI:

 

DAL GIOCO AL NUMERO CLOWN

 

Weekend Stage*Questo stage, ideato per le persone e gruppi che hanno già un base di formazione e un buona conoscenza del proprio clown, dimostrerà una metodologia per la creazione co-operativo per clown.  Un gioco, una parole, un sbaglio può essere la chiave che apra la porta ad un nuova scena, sketch o spettacolo.  Come sviluppare un improvvisazione geniale per diventare un scena scritta?  Quanto spazio cè per improvvisare dentro una sketch preparato?

 

 

 

IL CLOWN ISTRUZIONI PER L'USO VII:

 

“TRANSFORMER”

 

Weekend Stage*Un Stage dedicato al gioco di trasformazione. “Transformer” vuole dire trasformista e il clown è un esperto per la trasformazione.  Con il clown in gioco, la tragedia diventa la commedia, il  fiasco diventa un successo, piangere diventa ridere, e, sul livello più tangibile, un pallone diventa il mondo (o vice versa come ha fatto Charlot), un ramo diventa una spada, una sega diventa un strumento musicale.   La trasformazione è magica  e i clown sacri delle tribù in africa e america sono spesso “shapeshifters”; vuole dire capaci di cambiare forma.  Non è al caso che l’attività più banalmente associata al clown è la sculture di palloncini modellabili (forse l’unico gioco di trasformazione che non faremo durante il workshop).

 

 

 

IL CLOWN ISTRUZIONI PER L'USO VIII:

 

 

 IL CLOWN & L'IMPROVVISAZIONE

 

Per le partecipanti che vogliono sviluppare l'improvvisazione per il performance.  In questo stage imposteremmo le facoltà di riconoscere, sviluppare e giocare con la tema (sempre una scoperta) di un improvvisazione.  Spesso la tema viene non dal pretesto ma dal gioco, da un momento "errato", da un impulso irrazionale - un avvenimento che rende unico l'improvvisazione.  Il logico semplice di partire da  "A", seguire con "B" , poi  "C"… sarà la nostra regole del gioco.

 


Scheda Tecnica
*     gli weekend stage possono durare:
(idealmente) venerdì sera, sabato e domenica - circa 18 ore di stage;
venerdì sera dalle 20.00 alle 23.00

 


sabato & domenica dalle 9.30 alle 19.00
con pausa per pranzo di 1½ ore

 


sabato e domenica - circa 14 ore di stage

 


    e se ci sono gruppi con tempi più ristretti:

 


sabato sera e tutto la domenica – circa 11 ore di stage
solo il sabato o la domenica o secondo gli esigenze dei partecipanti.

•    Teatro o locale riscaldato (se in inverno), tranquillo e silenziozo, con luce e  abbastanza spazio di movimento per 20  persone dove possiamo fare tanto rumore senza disturbare nessuno e dove non saremo disturbati dei vicini.

•    Minimo numero di partecipanti: 10, Massimo : 20
•    Prese per l’elettricità & stereo CD/Casette Player

Per sapere più:  Ian Algie,  opopo@libero.it, 349 594 6118, 080 495 4258,